12 luglio 11° secolo

San Leone di Cava

NEL REGNO DI NAPOLI (1075).

Nato a Lucca e formatosi a Salerno, Leone divenne il secondo abate del monastero di Cava nel 1050. Riconosciuto per la sua umiltà, svolgeva lavori manuali pesanti e vendeva legna per aiutare i poveri. Morì nel 1075 dopo aver trasmesso il suo incarico al beato Pietro.

Cronologia

I suoi contemporanei

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    SAN LEONE, SECONDO ABATE DEL MONASTERO DI CAVA,

    NEL REGNO DI NAPOLI (1075).

    Vita 01 / 07

    Origini e formazione monastica

    Leone nasce a Lucca ma cresce a Salerno, dove abbraccia la vita monastica sotto la guida di Alferio, fondatore dell'abbazia della Cava.

    Leon e era nato nella città di L ucca, i n Toscana; ma lasciò presto la sua terra natale e fu educato a Salerno (reg no di N apoli). Si dedicò alla vita monastica e si formò alla pietà sotto la guida di Alferio, fondatore e primo abate del mo nastero della Cava.

    Vita 02 / 07

    Successione alla guida della Cava

    Notato per le sue virtù, Leone divenne compagno di Alfieri prima di succedergli come abate nel 1050.

    Il santo fondatore, in considerazione delle grazie straordinarie di cui vedeva che Dio favoriva il suo giovane discepolo, lo scelse come suo compagno per dare maggior peso all'influenza che gli esempi della sua virtù potevano esercitare sugli altri religiosi. Quando, nel 1050, fu scelto per succedere a sant'Alfieri, si sforzò di continuare con vigore l'edificio di pietà che il suo predecessore aveva posto su basi così solide.

    Vita 03 / 07

    Pratica dell'umiltà

    L'abate si distingue per la sua estrema umiltà, svolgendo faticosi lavori manuali e vendendo legna per provvedere ai bisogni dei poveri.

    Lungi dall'elevarsi al di sopra dei suoi fratelli, si abbassava al di sotto di loro e si caricava con gioia visibile di tutti i lavori manuali che si svolgevano nella comunità. Andava egli stesso a tagliare la legna nella foresta, ne riportava il carico sulle spalle, andava a venderla al mercato e ne distribuiva il ricavato ai poveri. Cercava così di domare lo spirito di orgoglio e di vanità, che è così pronto a inquinare tutte le buone opere.

    Vita 04 / 07

    Consigliere del principe

    Leone esercita un'influenza morale su Gisulfo, principe di Salerno, riuscendo a moderare il suo temperamento difficile attraverso i suoi rimproveri.

    Gisulfo , principe di Salerno, stimava particolarmente il nostro Santo, e più di una volta egli moderò il suo umore fiero e crudele grazie ai severi rimproveri del modesto abate.

    Vita 05 / 07

    Ultimi anni e successione

    In età avanzata, Leone affida il monastero al beato Pietro prima di spegnersi nel 1075, divenendo oggetto di un culto immediato.

    Leone, divenuto molto anziano, si spogliò della direzione del suo monastero in favore del beato Pietro, il quale era stato per qualche tempo a Cluny e, dopo essere stato nominato vescovo di Policastro, aveva lasciato il suo vescovado per lavorare alla propria s alvezza ne lla solitudine. San Leone morì nel 1075 e fu subito onorato da un culto pubblico.

    Fonte 06 / 07

    Fonti documentarie

    Il testo si basa sui lavori di Godescard e sugli Acta Sanctorum dei Bollandisti.

    Tratto da Godescard, ediz. di Bruxelles. — Cf r. Acta Sancto rum, tomo III di luglio.

    Miracolo 07 / 07

    La prova di Pietro Igneo

    Evocazione del miracolo di Pietro Igneo che esce indenne dal fuoco, provocando la conversione di un vescovo simoniaco.

    San Pietro, che un concilio di vescovi, dei quali la maggior parte era colpevole dello stesso crimine, aveva rifiutato di giudicare. Infine è storicame nte certo ch e Pietro Igneo uscì miracolosamente sano e salvo da questa prova. Quanto al vescovo simoniaco, questo prodigio lo convertì; egli rinunciò alla sua dignità e si fece religioso nella co ngregazione stessa di Vallombrosa.

    Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

    Segni e attributi

    Rete del racconto

    I nomi, luoghi e concetti più presenti nella scheda, pesati per centralità nel testo.

    Domande frequenti su San Leone di Cava

    Chi era San Leone di Cava?

    Nato a Lucca e formatosi a Salerno, Leone divenne il secondo abate del monastero di Cava nel 1050. Riconosciuto per la sua umiltà, svolgeva lavori manuali pesanti e vendeva legna per aiutare i poveri. Morì nel 1075 dopo aver trasmesso il suo incarico al beato Pietro.

    Di cosa è San Leone di Cava santo patrono?

    Patronati di San Leone di Cava: Abbazia della Cava.

    Come si riconosce San Leone di Cava nell’arte cristiana?

    Nell’iconografia, San Leone di Cava è riconoscibile da: legno sulle spalle e abito benedettino.

    Quali santi furono contemporanei di San Leone di Cava?

    Tra i suoi contemporanei figurano: San Bernardo di Mentone (Apostolo delle Alpi), Santo Stefano d'Ungheria, San Norberto di Magdeburgo e San Bernardo di Chiaravalle.

    Quando morì San Leone di Cava?

    San Leone di Cava morì verso il 1100.

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Istruzione a Salerno
    2. Ingresso nel monastero della Cava sotto la guida di Alfieri
    3. Elezione ad abate nel 1050
    4. Lavori manuali e vendita di legna per i poveri
    5. Dimissioni dal suo incarico a favore del beato Pietro
    6. Morto nel 1075