Giuseppe Beschin
Religioso francescano italiano (1880-1952), padre Ignazio Beschin si distinse per la sua carità eroica, in particolare proteggendo dei rifugiati al Laterano durante la Seconda Guerra Mondiale.
I suoi contemporanei
Figure e riferimenti intorno al periodo normalizzato di questa scheda.
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Biografia
Infanzia, vocazione precoce e ingresso tra i Francescani di Giuseppe Beschin con il nome di Frate Ignazio.
Giuseppe Beschin nasce il 26 agosto 1880 a San Giovanni Ilarione, in provincia di Verona (Veneto, Italia), in una famiglia di modesti agricoltori. È il nono degli undici figli di Arcangelo Beschin e Luigia Zammichele. Soprannominato affettuosamente "Mira" dai suoi compagni per la sua notevole abilità con la fionda, cresce in un clima di profonda fede. Alla fine degli anni Ottanta dell'Ottocento, un'epidemia di tifo colpisce il suo comune e porta via sua sorella Maria. Giuseppe, colpito egli stesso gravemente dalla malattia all'età di otto anni, fa allora voto di seguire San Francesco d'Assisi se avesse recuperato la salute. Una volta guarito, rimane fedele alla sua promessa. Nel 1893, all'età di tredici anni, entra nel collegio serafico di Chiampo, gestito dai Francescani. Viene ammesso al noviziato dell'Ordine dei Frati Minori l'11 settembre 1895 e assume il nome religioso di Frate Ignazio. Pronuncia i voti solenni il 2 agosto 1902 a Venezia, dove viene ordinato sacerdote il 10 agosto 1903.
Vita e opera
Percorso accademico, servizio durante la Prima Guerra Mondiale, responsabilità all'interno dell'Ordine francescano e atto di carità eroica al Laterano.
Dopo la sua ordinazione, padre Ignazio ottiene un dottorato in teologia morale presso l'Università pontificia dell'Antonianum a Roma, nonché un dottorato in diritto canonico presso il seminario patriarcale di Venezia. Insegna a Lonigo e poi a S. Michele in Isola. Durante la Prima Guerra Mondiale (1916-1919), presta servizio come soldato infermiere sul fronte del Carso. Dopo la guerra, diventa vice-postulatore generale a Roma, dedicandosi alla causa di Bernardino da Portogruaro. Assume numerosi incarichi: visitatore generale, direttore del Terz'Ordine francescano, censore, consultore e autore del Martyrologium Franciscanum. Eletto ministro provinciale della provincia veneziana di San Francesco (1937-1943), presiede poi l'Antonianum e dirige il collegio dei penitenzieri del Laterano. Durante la Seconda Guerra Mondiale, vi protegge dei rifugiati politici. Nel 1946, intimato dal cardinale Nicola Canali di consegnare questi fuggitivi, rifiuta per carità evangelica e si dimette il 7 maggio 1946.
Cammino verso la santità
Ultimi anni di padre Ignazio, ritorno in Veneto, problemi di salute e morte in concetto di santità a Chiampo.
Dopo le sue dimissioni, ritorna in Veneto come definitore e maestro dei chierici, continuando al contempo i suoi lavori sulla causa di Bernardino da Portogruaro. Nel 1948, ritorna a Roma per rilanciare questo dossier. A partire dal 1950, gravi problemi cardiaci indeboliscono la sua salute, ma continua a insegnare e a confessare a Grottaferrata. Nel luglio 1952, dopo un ultimo viaggio in Veneto per la prima messa di due suoi nipoti, il suo stato si deteriora. L'11 settembre 1952, viene trasferito all'infermeria francescana di Chiampo, dove si spegne serenamente il 29 ottobre 1952, circondato da una solida reputazione di santità. Le sue spoglie riposano nella chiesa di Santa Maria della Pieve a Chiampo.
Beatificazione e canonizzazione
Processo diocesano e riconoscimento delle virtù eroiche da parte di Papa Francesco nel 2017.
Il processo conoscitivo sulla sua fama di santità e sull'eroicità delle sue virtù è stato aperto nella diocesi di Vicenza il 3 maggio 1979 e si è concluso il 3 giugno 1981. Il 20 gennaio 2017, Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù teologali e cardinali. Questa promulgazione ufficiale ha avuto luogo il 21 gennaio 2017, data in cui è stato dichiarato Venerabile. Ad oggi, nessun miracolo è stato ancora ufficialmente riconosciuto dalla Santa Sede per aprire la strada alla sua beatificazione.
Spiritualità ed eredità
La santità quotidiana di padre Ignazio, il suo ruolo di confessore e il suo gesto profetico di protezione dei rifugiati.
La vita di padre Ignazio Beschin testimonia una «santità feriale», vissuta nella semplicità, nella dolcezza e nell'umiltà francescane. Sebbene intellettuale compiuto e uomo di governo rispettato, ha sempre privilegiato il servizio diretto delle anime come confessore e direttore spirituale delicato. La sua eredità risiede anche nei suoi lavori di storico e di biografo per l'Ordine dei Frati Minori, così come nel suo gesto profetico di protezione dei rifugiati al Laterano, modello di carità pastorale assoluta.
Domande frequenti su Giuseppe Beschin
Chi era Giuseppe Beschin?
Religioso francescano italiano (1880-1952), padre Ignazio Beschin si distinse per la sua carità eroica, in particolare proteggendo dei rifugiati al Laterano durante la Seconda Guerra Mondiale.
Quali santi furono contemporanei di Giuseppe Beschin?
Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús María Echavarría Aguirre, Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Narcisa de Jesús e Juan de Jesús López y González.
Quando morì Giuseppe Beschin?
Giuseppe Beschin morì verso il 1880.
Quali sono gli altri nomi di Giuseppe Beschin?
Altre forme del nome: Frère Ignazio, Ignace e Mira.
Chi sono i familiari di Giuseppe Beschin?
Familiari di Giuseppe Beschin: Arcangelo Beschin (padre), Luigia Zammichele (madre) e Maria Beschin (sorella).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1880-1952
- Decreto di venerabilità di Francesco