Antonio Seghezzi
Sacerdote italiano della diocesi di Bergamo, don Antonio Seghezzi si è dedicato alla gioventù e all'Azione Cattolica. Impegnato nel sostegno ai perseguitati sotto l'occupazione nazista, si è consegnato per risparmiare la sua comunità ed è morto in deportazione a Dachau nel 1945.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nascita, famiglia e formazione sacerdotale di Antonio Seghezzi a Bergamo.
Antonio Elia Giuseppe Seghezzi nasce il 25 agosto 1906 a Premolo, nella provincia e diocesi di Bergamo, in Italia. Alcune fonti menzionano anche la data del 26 agosto 1906. Secondo di dieci figli di una modesta famiglia di agricoltori, durante l'infanzia aiuta il padre Romano nella consegna del latte. Nel 1917 entra nel seminario vescovile di Bergamo. La sua formazione è segnata da successivi lutti: la sorella Artemisia nel 1920, il fratello Dante e la madre nell'estate del 1928. Nel settembre 1926 ottiene un dottorato in scienze sociali presso l'Istituto cattolico di studi sociali di Bergamo con una tesi sull'enciclica Quas Primas. Viene ordinato sacerdote il 23 febbraio 1929 da monsignor Luigi Maria Marelli nella cattedrale di Bergamo (sebbene il Dicastero delle Cause dei Santi indichi il 23 settembre 1929).
Vita e opera
Ministero pastorale, cappellania militare e impegno a favore della gioventù e della Resistenza.
Don Antonio inizia il suo ministero come vicario ad Almenno San Bartolomeo (1929-1932), dove rifonda il circolo dell'Azione Cattolica per la gioventù. Nel 1932 diventa professore di lettere nel seminario minore di Bergamo. Nel 1935 viene inviato come cappellano militare in Eritrea durante la guerra d'Etiopia. Al suo ritorno nel 1937, monsignor Adriano Bernareggi lo nomina assistente diocesano della Gioventù Italiana di Azione Cattolica (GIAC). A partire dal 1940 risiede presso il Patronato San Vincenzo. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, si impegna attivamente per sostenere i prigionieri alleati evasi e i giovani renitenti o partigiani nella Valle Seriana. Ricercato dalla polizia tedesca, sceglie di costituirsi il 4 novembre 1943 per evitare rappresaglie contro la popolazione.
Cammino verso la santità
Incarcerazione, deportazione in Germania e morte nel campo di Dachau.
Incarcerato a Bergamo e poi a Verona, don Antonio viene deportato il 31 dicembre 1943 verso la Germania. Passa per le prigioni di Monaco (Stadelheim) e Kaisheim, poi lavora forzatamente in una fabbrica di munizioni a Löpsingen. Colpito da una grave tubercolosi polmonare, subisce un'emorragia il 20 giugno 1944 e trascorre dieci mesi nell'infermeria di Kaisheim. Trasferito al campo di concentramento di Dachau il 23 aprile 1945, vi vive la liberazione del campo il 29 aprile ma si spegne il 21 maggio 1945 all'età di 38 anni in un ospedale militare. La sua sepoltura viene ritrovata nel 1952 a Dachau; i suoi resti sono rimpatriati a Premolo, dove riposano dal 2006 nella cripta della chiesa di Sant'Andrea Apostolo e Martire.
Beatificazione e canonizzazione
Il processo di riconoscimento dell'eroicità delle sue virtù da parte della Chiesa cattolica.
La causa di beatificazione e canonizzazione di don Antonio Seghezzi è introdotta nella diocesi di Bergamo da monsignor Giulio Oggioni. L'inchiesta diocesana si svolge dal 4 maggio 1991 all'11 novembre 1995, e la sua validità giuridica è decretata dalla Congregazione delle Cause dei Santi il 16 novembre 1996. Un'inchiesta supplementare viene condotta nel 2006. Il 21 dicembre 2020, papa Francesco autorizza la promulgazione del decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, conferendogli così il titolo di venerabile.
Spiritualità ed eredità
Una spiritualità di obbedienza e di dono di sé, e la sua memoria viva come Giusto.
La spiritualità di don Antonio Seghezzi poggia sull'obbedienza ecclesiale, la vita interiore e il dono totale di sé. Durante la sua prigionia, ha vissuto in modo eroico la virtù della speranza, sostenendo i suoi compagni di detenzione. La sua eredità rimane viva a Bergamo e a Premolo, dove è onorato come un modello di educatore. Nel 2016, una pietra d'inciampo è stata posata davanti alla sua casa natale a Premolo, ed è onorato come «Giusto» all'interno del Giardino dei Giusti di Premolo per la sua opera di salvataggio durante la Seconda Guerra Mondiale.
Domande frequenti su Antonio Seghezzi
Chi era Antonio Seghezzi?
Sacerdote italiano della diocesi di Bergamo, don Antonio Seghezzi si è dedicato alla gioventù e all'Azione Cattolica. Impegnato nel sostegno ai perseguitati sotto l'occupazione nazista, si è consegnato per risparmiare la sua comunità ed è morto in deportazione a Dachau nel 1945.
Quali santi furono contemporanei di Antonio Seghezzi?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Quando morì Antonio Seghezzi?
Antonio Seghezzi morì verso il 1945.
Quali sono gli altri nomi di Antonio Seghezzi?
Altre forme del nome: Antonio Elia Giuseppe Seghezzi e Don Antonio Seghezzi.
Chi sono i familiari di Antonio Seghezzi?
Familiari di Antonio Seghezzi: Romano Seghezzi (padre), Modesta Seghezzi (madre), Artemisia Seghezzi (sorella) e Dante Seghezzi (fratello).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1906-1945
- Decreto di venerabilità di Francesco
Citazioni
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La più bella Azione cattolica che farò... sarà di donarmi tutto intero
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