11 agosto 20° secolo

Isabella de Rosis

Isabella de Rosis (1842-1911) è stata una religiosa italiana, fondatrice della Congregazione delle Suore Riparatrici del Sacro Cuore, riconosciuta venerabile nel 2005.

Cronologia

I suoi contemporanei

Figure e riferimenti intorno al periodo normalizzato di questa scheda.

Esplora quest’epoca

    Lettura guidata

    Sezioni di lettura: 5

    Vita 01 / 05

    Biografia

    Giovinezza, educazione e ricerca della sua vocazione religiosa.

    Isabella de Rosis nasce il 9 giugno 1842 a Rossano Calabro, in provincia di Cosenza, in Calabria (Italia). È la primogenita dei nove figli del barone Domiziano de Rosis e della baronessa Gabriella Francesca Berlingieri, appartenenti alla nobiltà locale. All'età di dieci anni, nel 1852, viene inviata al Reale Collegio di Santa Chiara a Napoli, un prestigioso convitto destinato alle giovani dell'aristocrazia. Durante i suoi anni di collegio, che durano fino al 1860, viene profondamente segnata dalla vita di preghiera e di raccoglimento delle religiose. È in questo contesto che scopre la spiritualità del Sacro Cuore di Gesù e che pronuncia, all'età di 15 anni, la sua consacrazione personale secondo la formula di santa Margherita Maria Alacoque, promettendo amore e riparazione. Nel 1861, all'età di 19 anni, ritorna presso la sua famiglia a Rossano. I suoi genitori si oppongono fermamente al suo desiderio di vita religiosa, cercando di farle contrarre un matrimonio conforme al suo rango. Nonostante le pressioni familiari, Isabella rimane incrollabile nella sua risoluzione di consacrarsi interamente a Dio. Cerca allora la sua strada attraverso diverse esperienze religiose: nel 1867 entra come postulante tra le Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli a Napoli, poi viene inviata a Parigi, ma deve lasciare l'istituto dopo due anni a causa di gravi problemi di salute. Nel 1868-1869, fa un breve soggiorno a Napoli all'interno della comunità nascente di Caterina Volpicelli. Di ritorno a Rossano, si impegna attivamente nella diffusione dell'Apostolato della Preghiera, insegna il catechismo ai bambini poveri e confeziona paramenti sacri per le chiese indigenti. Nel 1874, tenta di entrare nella Società di Maria Riparatrice a Roma, ma il suo confessore, padre Carlo Piccirillo, la dissuade, indicandole che il Signore la chiama a un'altra opera.

    Fondazione 02 / 05

    Vita e opera

    Fondazione della Congregazione delle Suore Riparatrici del Sacro Cuore e prove.

    Il 24 ottobre 1875, presso Villa Albano a Napoli, Isabella de Rosis fonda la Congregazione delle Suore Riparatrici del Sacro Cuore (inizialmente chiamate Povere Suore Riparatrici del Santissimo Cuore di Gesù). Inizia questa vita comunitaria con una compagna, Marianna Ramauro, sotto l'approvazione dell'arcivescovo di Napoli, il cardinale Sisto Riario Sforza. L'istituto si dedica principalmente all'adorazione eucaristica riparatrice, all'educazione cristiana della gioventù, alla cura degli orfani e degli anziani. Nel 1884, mentre un'epidemia di colera colpisce Napoli, Isabella contrae la malattia. Fa allora voto di costruire sulla collina del Vomero un santuario dedicato al Sacro Cuore di Gesù in spirito di riparazione. Dopo la sua guarigione, pone la prima pietra di questo tempio il 28 aprile 1889 (l'opera sarà in seguito affidata ai Salesiani di Don Bosco). La congregazione conosce un rapido sviluppo, aprendo diverse case in Italia, in particolare a Rossano nel 1899. Il 12 luglio 1906, l'istituto riceve il decreto di lode (Decretum laudis) dalla Santa Sede sotto il pontificato di Pio X. Alcune settimane più tardi, il 7 agosto 1906, madre Isabella e le sue prime compagne pronunciano i loro voti perpetui. Tuttavia, l'opera è presto attraversata da dolorose prove. Nel 1909, a seguito di tensioni interne e dell'ostilità di alcuni membri, la Santa Sede ordina una visita apostolica, affidata al padre redentorista Carmine Cesarano. Al termine di questa inchiesta, madre Isabella viene destituita dalla sua carica di superiora generale e isolata dalla sua comunità. Accetta questa destituzione e questo allontanamento con profonda umiltà, vivendo i suoi ultimi anni nel silenzio e nell'offerta di sé. Si spegne a Napoli l'11 agosto 1911, all'età di 69 anni.

    Culto 03 / 05

    Cammino verso la santità

    Riconoscimento della sua santità e traslazione delle sue reliquie.

    Dopo la sua morte, la reputazione di santità di Madre Isabella de Rosis non ha cessato di crescere. Di fronte al fervore dei fedeli e alle grazie attribuite alla sua intercessione, il cardinale Alessio Ascalesi, arcivescovo di Napoli, decise di aprire la sua causa di beatificazione. Il 14 luglio 1937, le sue spoglie mortali furono trasferite in modo solenne nella cappella della Casa Madre delle Suore Riparatrici del Sacro Cuore, situata in Corso Vittorio Emanuele a Napoli, dove riposano tuttora. L'inchiesta diocesana informativa sulla sua vita e le sue virtù fu condotta a Napoli in diverse tappe tra il 1939 e il 1954. Il dossier fu poi trasmesso a Roma, dove il processo storico si svolse davanti alla Congregazione per le Cause dei Santi dal 1968 al 1975. Il decreto di validità dei documenti storici è stato promulgato il 25 maggio 1993.

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    Dichiarazione di venerabilità e inchiesta su un miracolo.

    Il 19 dicembre 2005, papa Benedetto XVI ha autorizzato la promulgazione del decreto che riconosce l'eroicità delle virtù di Isabella de Rosis, conferendole così il titolo di venerabile. Il cammino verso la sua beatificazione ha compiuto un nuovo passo il 2 gennaio 2026. Durante una celebrazione solenne nella cattedrale di Rossano, l'arcivescovo di Rossano-Cariati, monsignor Maurizio Aloise, ha ufficialmente costituito il tribunale diocesano incaricato di condurre l'inchiesta canonica su un presunto miracolo attribuito all'intercessione della venerabile fondatrice.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    Spiritualità riparatrice ed espansione mondiale della congregazione.

    La spiritualità di Isabella de Rosis è interamente incentrata sul mistero del Sacro Cuore di Gesù e sulla nozione di riparazione. Ispirata da santa Margherita Maria Alacoque, concepiva la sua vita come quella di una "vittima d'amore", offrendosi per consolare il Cuore di Cristo offeso dall'ingratitudine degli uomini. Questa dimensione riparatrice si esprime particolarmente attraverso l'adorazione eucaristica e il servizio ai più poveri. Oggi, le Suore Riparatrici del Sacro Cuore perpetuano il suo carisma in tutto il mondo. Sono presenti in Italia, ma anche in Venezuela, in India e nelle Filippine. Operano principalmente nel campo dell'educazione (in particolare attraverso istituti scolastici come la Isabella De Rosis Public School), dell'assistenza agli orfani e agli anziani, nonché nell'accompagnamento spirituale.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    Domande frequenti su Isabella de Rosis

    Chi era Isabella de Rosis?

    Isabella de Rosis (1842-1911) è stata una religiosa italiana, fondatrice della Congregazione delle Suore Riparatrici del Sacro Cuore, riconosciuta venerabile nel 2005.

    Quali santi furono contemporanei di Isabella de Rosis?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.

    Quando morì Isabella de Rosis?

    Isabella de Rosis morì verso il 1911.

    Chi sono i familiari di Isabella de Rosis?

    Familiari di Isabella de Rosis: Domiziano de Rosis (padre) e Gabriella Francesca Berlingieri (madre).

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Epoca / morte: 1842-1911
    2. Decreto di venerabilità di Benedetto XVI