Giuseppe Beotti
Sacerdote italiano e martire del nazismo, don Giuseppe Beotti fu fucilato nel 1944 per aver protetto dei perseguitati e salvato un centinaio di ebrei. È stato beatificato nel 2023.
I suoi contemporanei
Figure e riferimenti intorno al periodo normalizzato di questa scheda.
Lettura guidata
Sezioni di lettura: 5
Biografia
Nascita, infanzia in una famiglia modesta e formazione sacerdotale di Giuseppe Beotti.
Giuseppe Beotti nasce il 26 agosto 1912 a Campremoldo Sotto, una frazione del comune di Gragnano Trebbiense, in provincia di Piacenza (Italia). Quarto dei sei figli di Emilio Beotti ed Ernesta Mori, cresce in una famiglia di modesti agricoltori segnata dalla povertà e dalla fede. Durante la Prima Guerra Mondiale, mentre il padre è mobilitato, la madre assume da sola l'educazione dei figli. La famiglia subisce la dolorosa perdita di tre dei suoi fratelli e sorelle tra il 1916 e il 1919. Nonostante queste prove e le difficoltà finanziarie, Giuseppe sente la chiamata al sacerdozio. Entra nel seminario diocesano di Piacenza nel 1925, poi entra nel Collegio Alberoni nel 1931 per i suoi studi teologici. Viene ordinato sacerdote il 2 aprile 1938.
Vita e opera
Ministero pastorale di don Giuseppe, la sua dedizione a Sidolo e la sua azione eroica per salvare perseguitati ed ebrei durante la guerra.
Dopo la sua ordinazione, don Giuseppe Beotti è vicario a Borgonovo Val Tidone per quindici mesi, distinguendosi per la sua carità verso i poveri. Nel gennaio 1940, diventa parroco della parrocchia di Sant'Ambrogio a Sidolo, un isolato villaggio di montagna. Durante la Seconda Guerra Mondiale e l'occupazione tedesca, trasforma la sua canonica in un rifugio per soldati in fuga, prigionieri evasi, partigiani e persone perseguitate. Con l'aiuto dei suoi parrocchiani, salva circa un centinaio di ebrei. Nel luglio 1944, durante l'«Operazione Wallenstein», rifiuta di fuggire per non abbandonare i suoi parrocchiani. Il 20 luglio 1944, le truppe tedesche investono Sidolo. Don Giuseppe, don Francesco Delnevo e il seminarista Italo Subacchi vengono arrestati insieme a sei civili. Dopo un interrogatorio, vengono condannati a morte. Don Giuseppe Beotti viene fucilato alle 16:15, morendo facendo il segno della croce e stringendo il suo breviario.
Cammino verso la santità
La reputazione di martirio di don Giuseppe Beotti e l'apertura della sua causa di beatificazione a Piacenza.
La reputazione di santità e di martirio di don Giuseppe Beotti si diffonde rapidamente dopo la sua morte. La sua causa di beatificazione viene ufficialmente introdotta per dimostrare il suo martirio in odium fidei (in odio alla fede). Il processo diocesano si apre a Piacenza il 9 febbraio 2002 sotto l'impulso del vescovo monsignor Luciano Monari. La fase diocesana si chiude il 7 novembre 2014 sotto la direzione di monsignor Gianni Ambrosio. Gli atti vengono quindi trasmessi al Dicastero delle Cause dei Santi a Roma, che emette il decreto di validità giuridica dell'inchiesta diocesana il 1° giugno 2018.
Beatificazione e canonizzazione
Riconoscimento del martirio da parte di Papa Francesco e celebrazione della beatificazione di Giuseppe Beotti nel 2023.
Il 20 maggio 2023, Papa Francesco autorizza la promulgazione del decreto che riconosce il martirio di don Giuseppe Beotti, permettendo la sua beatificazione senza che sia richiesto un miracolo. La solenne cerimonia di beatificazione viene celebrata il 30 settembre 2023 nella cattedrale di Piacenza dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi e delegato pontificio. La sua memoria liturgica è fissata al 20 luglio, giorno della sua nascita al Cielo.
Spiritualità ed eredità
La carità pastorale di don Giuseppe, il suo esempio di Buon Pastore e la devozione che gli viene tributata in Emilia-Romagna.
La spiritualità di don Giuseppe Beotti poggia su una profonda carità pastorale e sul dono totale di sé. Scegliendo di restare accanto ai suoi parrocchiani nonostante le minacce di morte, ha incarnato la figura del Buon Pastore che dà la vita per le sue pecore. La sua azione eroica in favore dei perseguitati e degli ebrei ne fa un simbolo della resistenza spirituale e morale contro la violenza e l'antisemitismo. Le sue spoglie mortali, inizialmente inumate a Sidolo, riposano ora nella chiesa di San Michele Arcangelo a Gragnano Trebbiense, suo comune natale.
Iconografia
Segni e attributi
Domande frequenti su Giuseppe Beotti
Chi era Giuseppe Beotti?
Sacerdote italiano e martire del nazismo, don Giuseppe Beotti fu fucilato nel 1944 per aver protetto dei perseguitati e salvato un centinaio di ebrei. È stato beatificato nel 2023.
Come si riconosce Giuseppe Beotti nell’arte cristiana?
Nell’iconografia, Giuseppe Beotti è riconoscibile da: Breviario e Croce.
Come è morto Giuseppe Beotti?
Giuseppe Beotti subì il martirio per la fede cristiana (20° secolo).
Quali santi furono contemporanei di Giuseppe Beotti?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Quali sono gli altri nomi di Giuseppe Beotti?
Altre forme del nome: Giuseppe Agostino Lorenzo Beotti.
Chi sono i familiari di Giuseppe Beotti?
Familiari di Giuseppe Beotti: Emilio Beotti (padre) e Ernesta Mori (madre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1912-1944
- Beatificazione nel 2023 da parte di Francesco
Citazioni
-
Finché c'è un'anima da curare, resto al mio posto
https://vertexaisearch.cloud.google.com/grounding-api-redirect/AUZIYQEsUQWVvpJcZZgw--Bucq0CzhXLe_JVQCcLrxFcQnqVuPDjPq-82o_ly5KS4UkZVoTlb7WANKQvnjIJ9USEiEVvKSudAGE9TlwGNKL_yrUHNs7sXszJsbM2df_4V-6QuGQVgw== -
Se mancasse ancora un sacrificio per far cessare questa guerra, Signore, prendi me!
https://vertexaisearch.cloud.google.com/grounding-api-redirect/AUZIYQElsh3Bruvjou5N-FWCEzXlIA_ZuV5Gixb27iHJvRgFkFF_2MvP4yEG8RM9-73LwqscCtIPo1j_3LMKYEU88Hn0MJx-N3wGswfekHbLZFTRpANsDirqsQHgwyhoq-84yw==