Richard Henkes
Sacerdote pallottino tedesco, oppositore risoluto del regime nazista, il beato Richard Henkes è morto martire nel campo di Dachau dedicandosi ai malati di tifo.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nascita in Germania, ingresso tra i Pallottini sotto l'influenza di padre Kentenich e ordinazione sacerdotale nel 1925.
Richard Henkes nasce il 26 maggio 1900 a Ruppach (oggi Ruppach-Goldhausen), nella regione del Westerwald in Germania, all'interno di una pia famiglia cattolica. Attratto molto presto dalla vocazione missionaria, nel 1912 entra nel seminario minore della Società dell'Apostolato Cattolico (i Pallottini) a Vallendar-Schönstatt. È lì che conosce padre Joseph Kentenich, allora direttore spirituale dell'istituto, che eserciterà un'influenza profonda sul suo cammino spirituale. Nel 1918, il suo percorso scolastico viene brevemente interrotto quando è mobilitato per il servizio militare a Darmstadt. Dopo aver ottenuto la maturità nel 1919, entra ufficialmente nel noviziato dei Pallottini a Limburg an der Lahn. Nonostante un periodo di dubbi e di intensa crisi spirituale, pronuncia i suoi primi voti nel 1921 e viene ordinato sacerdote il 6 giugno 1925 a Limburg.
Vita e opera
Insegnamento, coraggiosa opposizione al nazismo e all'eutanasia, e ministero di riconciliazione tedesco-ceca a Strandorf.
Dopo la sua ordinazione, padre Richard Henkes si dedica principalmente all'insegnamento e alla direzione spirituale nelle scuole della sua congregazione, in particolare a Schönstatt e ad Alpen. Nel 1931, viene inviato nell'Alta Slesia per insegnare alla scuola pallottina di Katscher, per poi essere trasferito nel 1937 a Frankenstein. Fin dall'avvento del regime nazionalsocialista nel 1933, padre Henkes si oppone fermamente all'ideologia nazista. Attraverso le sue incisive omelie e il suo insegnamento, denuncia instancabilmente le teorie razziali e la propaganda anticristiana. Si scaglia in particolare contro il programma di eutanasia delle persone disabili (l'azione T4), definendo tali atti come omicidi contrari alla legge divina. Questa libertà di parola gli vale di essere rapidamente sorvegliato dalla Gestapo. Nel 1937, dopo un sermone pronunciato nel suo villaggio natale di Ruppach, viene denunciato e perseguito legalmente. Scampa per un soffio a una condanna grazie all'amnistia decretata durante l'Anschluss nel 1938. I suoi superiori, preoccupati per la sua sicurezza e quella delle scuole, decidono di allontanarlo dall'insegnamento. Si dedica allora all'animazione di ritiri spirituali per i giovani a Branitz. Nel 1941, per evitargli di essere arruolato a forza nella Wehrmacht, il vicario generale Joseph Martin Nathan lo nomina amministratore della parrocchia di Strandorf (oggi Strahovice, nella Repubblica Ceca). In questa regione di confine segnata da forti tensioni nazionaliste, padre Henkes si sforza di promuovere la riconciliazione tra tedeschi e cechi. Intraprende lo studio della lingua ceca per servire meglio i suoi parrocchiani e gettare ponti tra le due comunità.
Cammino verso la santità
Arresto da parte della Gestapo, deportazione a Dachau e dono della propria vita al servizio dei malati di tifo.
L'8 aprile 1943, in seguito a un sermone pronunciato a Branitz in cui si oppone apertamente alla deportazione dei malati mentali dagli ospizi locali, padre Henkes viene arrestato dalla Gestapo. Dopo una breve prigionia a Ratibor (Racibórz), viene deportato il 10 luglio 1943 nel campo di concentramento di Dachau (matricola 49642). A Dachau, viene assegnato al blocco dei sacerdoti (Block 26) e costretto ai lavori forzati. Nonostante le condizioni di vita disumane, conserva una fede incrollabile, condivide le sue scarse razioni con i più bisognosi e sostiene moralmente i suoi compagni di sventura. È in questo contesto che stringe amicizia con Josef Beran, futuro arcivescovo di Praga e cardinale, che lo aiuta a perfezionare la sua padronanza del ceco. Padre Henkes nutre infatti il progetto di tornare a lavorare per la riconciliazione tedesco-ceca dopo la guerra. Nell'agosto 1944, viene nominato segretario e amministratore (kapo) del blocco di accoglienza 17. Alla fine del 1944, una terribile epidemia di tifo si dichiara nel campo. Di fronte alla sofferenza dei malati ammassati nel Block 17 messo in quarantena, padre Henkes si offre volontario per rinchiudervisi al fine di curarli e portare loro conforto spirituale. Consapevole del pericolo di morte, trascorre diverse settimane al capezzale dei morenti, principalmente prigionieri cechi. Finisce per contrarre la malattia e muore il 22 febbraio 1945, poche settimane soltanto prima della liberazione del campo.
Beatificazione e canonizzazione
Riconoscimento del suo martirio in odium fidei e beatificazione a Limburg nel 2019.
La reputazione di santità e di martirio di padre Richard Henkes si propaga rapidamente dopo la guerra, portata in particolare dalle testimonianze dei sopravvissuti di Dachau, tra cui il cardinale Josef Beran. Il processo diocesano in vista della sua beatificazione è ufficialmente aperto nel 2002 nella diocesi di Limburg. Il 21 dicembre 2018, papa Francesco autorizza la promulgazione del decreto che riconosce il suo martirio, stabilendo che è stato ucciso «in odio alla fede» (in odium fidei). La cerimonia di beatificazione è celebrata il 15 settembre 2019 nella cattedrale di San Giorgio a Limburg dal cardinale Kurt Koch, prefetto del Pontificio consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani, in rappresentanza di papa Francesco. Durante la preghiera dell'Angelus dello stesso giorno, papa Francesco saluta la memoria di questo «coraggioso discepolo di Cristo».
Spiritualità ed eredità
Spiritualità pallottina del dono di sé e impegno per la riconciliazione tedesco-ceca.
La spiritualità del beato Richard Henkes è profondamente radicata nel carisma dei Pallottini, riassunto dal motto di san Vincenzo Pallotti: «Caritas Christi urget nos» (L'amore di Cristo ci spinge). Fin dalla giovinezza, esprime il desiderio di diventare un «sacerdote-sacrificio», pronto a portare la croce per gli altri. La sua eredità è quella di un testimone intrepido della verità di fronte alla menzogna totalitaria. Rifiutandosi di tacere davanti alle ingiustizie e offrendo liberamente la sua vita per curare i malati di tifo a Dachau, ha incarnato il vertice della carità cristiana. Inoltre, il suo impegno precursore per la riconciliazione e l'amicizia tra i popoli tedesco e ceco fa di lui, ancora oggi, una figura di spicco del dialogo ecumenico e della pace nell'Europa centrale.
Domande frequenti su Richard Henkes
Chi era Richard Henkes?
Sacerdote pallottino tedesco, oppositore risoluto del regime nazista, il beato Richard Henkes è morto martire nel campo di Dachau dedicandosi ai malati di tifo.
Di cosa è Richard Henkes santo patrono?
Patronati di Richard Henkes: Réconciliation germano-tchèque, Riconciliazione tedesco-ceca, Dialogue œcuménique e Dialogo ecumenico.
Come è morto Richard Henkes?
Richard Henkes subì il martirio per la fede cristiana (20° secolo).
Quali santi furono contemporanei di Richard Henkes?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1945
- Beatificazione nel 2019 da parte di Francesco