Vincenzo Strambi
Vincenzo Maria Strambi (1745-1824), religioso passionista divenuto vescovo di Macerata-Tolentino, fu esiliato per la sua fedeltà al papa sotto Napoleone; fu canonizzato da Pio XII nel 1950.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nato a Civitavecchia nel 1745, Vincenzo Strambi entrò nella Congregazione della Passione dopo essere stato ordinato sacerdote, incoraggiato dallo stesso san Paolo della Croce.
Vincenzo Maria Strambi nacque il 1° gennaio 1745 a Civitavecchia, nello Stato Pontificio, dove suo padre gestiva una farmacia. Figlio unico superstite, si scontrò inizialmente con l'opposizione paterna quando si manifestò la sua vocazione religiosa. Entrò nel seminario di Montefiascone il 4 novembre 1762, per poi essere ordinato sacerdote il 19 dicembre 1767 a Bagnoregio. Attratto dalla vita austera dei passionisti, fu inizialmente respinto dal fondatore, san Paolo della Croce, che temeva per la sua salute fragile; dopo ripetute richieste, il fondatore lo accolse e Strambi emise la professione nella Congregazione della Passione il 24 settembre 1769. Secondo la tradizione dell'ordine, Paolo della Croce gli predisse che avrebbe compiuto grandi cose. Strambi divenne un rinomato predicatore di missioni nell'Italia centrale ed esercitò l'incarico di postulatore generale della sua congregazione a partire dal 1792. La sua vita cambiò nel 1801 quando papa Pio VII lo nominò vescovo di Macerata e Tolentino, nelle Marche.
Vita e opera
Vescovo di Macerata-Tolentino dal 1801, Strambi si dedicò alla formazione del clero e al servizio dei poveri, e fu esiliato per aver rifiutato il giuramento di fedeltà a Napoleone.
Nominato vescovo di Macerata e Tolentino il 5 luglio 1801, Vincenzo Strambi fu consacrato il 20 luglio nella basilica dei Santi Giovanni e Paolo a Roma; fu il primo vescovo proveniente dalla Congregazione della Passione. Pastore zelante, fece costruire un nuovo seminario dalla formazione spirituale esigente, sviluppò l'orfanotrofio e fondò opere per gli anziani, organizzando al contempo la catechesi per bambini e adulti. Attento ai più bisognosi, lanciò iniziative economiche, legate in particolare alla coltivazione della canapa, per sostenere i poveri della sua diocesi. Quando, sotto l'occupazione napoleonica, gli fu richiesto il giuramento di fedeltà all'Imperatore, Strambi rifiutò per fedeltà al Papa; fu quindi relegato a Novara, poi trasferito a Milano nell'ottobre 1809, rimanendo in esilio fino alla caduta dell'Impero. Ritornato nella sua diocesi, proseguì il suo ministero prima di rimettere il suo incarico episcopale nel 1823 e mettersi al servizio del Papa a Roma.
Cammino verso la santità
Segnato dalla spiritualità passionista della Passione di Cristo, Strambi unì predicazione, austerità personale e carità verso i poveri, che chiamava i suoi padroni.
La santità di Vincenzo Strambi si radica nella spiritualità passionista, incentrata sulla memoria della Passione di Cristo, che predicò instancabilmente nel corso delle sue missioni popolari. Vescovo, conservò uno stile di vita austero e un grande zelo apostolico, mostrandosi vicino al popolo e particolarmente attento ai più poveri: la tradizione gli attribuisce l'espressione secondo cui i poveri erano i suoi padroni e lui stesso soltanto il loro intendente. Direttore spirituale riconosciuto, avrebbe accompagnato anime ferventi del suo tempo, tra le quali la beata Anna Maria Taigi. Il suo rifiuto di prestare giuramento a Napoleone, al prezzo dell'esilio, manifestò una fedeltà risoluta alla Sede apostolica. Alla fine della sua vita, avendo rinunciato al suo vescovado, si mise al servizio del papa Leone XII e, quando questi cadde gravemente malato, la tradizione riporta che offrì la propria vita per la guarigione del pontefice. Questa reputazione di santità, nutrita di preghiera, di penitenza e di carità, si diffuse subito dopo la sua morte.
Beatificazione e canonizzazione
Morto a Roma il 1° gennaio 1824, Strambi fu beatificato da Pio XI nel 1925 e poi canonizzato da Pio XII nel 1950.
Colpito da un ictus alla fine di dicembre del 1823, Vincenzo Strambi morì a Roma il 1° gennaio 1824, giorno dell'anniversario della sua nascita. Le sue spoglie furono inizialmente inumate nella basilica dei Santi Giovanni e Paolo, casa generalizia dei passionisti, prima di essere trasferite più tardi a Macerata. La sua reputazione di santità condusse all'introduzione della sua causa: fu beatificato da papa Pio XI il 26 aprile 1925, poi canonizzato da papa Pio XII l'11 giugno 1950 nella basilica di San Pietro, a Roma. La memoria liturgica di san Vincenzo Maria Strambi è celebrata principalmente il 1° gennaio, giorno della sua morte, secondo le fonti italiane e passioniste ufficiali; alcuni calendari, in particolare nel mondo anglofono, la menzionano tuttavia il 24 o il 25 settembre, data legata alla sua professione religiosa.
Spiritualità ed eredità
Primo vescovo proveniente dai passionisti, Strambi lascia l'esempio di un pastore caritatevole e fedele al Papa, onorato nella diocesi di Macerata e dalla sua congregazione.
Primo membro della Congregazione della Passione a diventare vescovo, san Vincenzo Maria Strambi rimane una figura di spicco dell'episcopato italiano a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo. La sua eredità si esprime innanzitutto nella diocesi di Macerata-Tolentino, dove il ricordo della sua azione pastorale, della sua carità verso i poveri e della fondazione del suo seminario rimane vivo. La Congregazione passionista lo venera come uno dei suoi santi, testimone della fedeltà alla spiritualità della Passione anche nell'ufficio episcopale. Autore spirituale, redasse in particolare una biografia di san Paolo della Croce, contribuendo a far conoscere il fondatore dei passionisti. Il suo rifiuto di piegarsi davanti al potere napoleonico, al prezzo dell'esilio, lo rese un modello di fermezza episcopale e di lealtà verso la Sede apostolica, tratti che la sua canonizzazione da parte di Pio XII nel 1950 venne a consacrare.
Domande frequenti su Vincenzo Strambi
Chi era Vincenzo Strambi?
Vincenzo Maria Strambi (1745-1824), religioso passionista divenuto vescovo di Macerata-Tolentino, fu esiliato per la sua fedeltà al papa sotto Napoleone; fu canonizzato da Pio XII nel 1950.
Quali santi furono contemporanei di Vincenzo Strambi?
Tra i suoi contemporanei figurano: Sant'Alfonso Maria de' Liguori, Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe di Gesù, Jesús María Echavarría Aguirre e Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù.
Quando morì Vincenzo Strambi?
Vincenzo Strambi morì verso il 1824.
Quali sono gli altri nomi di Vincenzo Strambi?
Altre forme del nome: Vincenzo Maria Strambi, Vincent Mary Strambi e Vincentius Maria Strambi.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1745-1824
- Canonizzazione nel 1950 da parte di Pio XII
Citazioni
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I poveri sono i miei padroni e io non sono che il loro amministratore.
https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/vincenzo-maria-strambi.html