Vincenzo Grossi
Sacerdote della diocesi di Cremona, Vincenzo Grossi fondò nel 1885 l'Istituto delle Figlie dell'Oratorio per l'educazione cristiana della gioventù rurale, e fu canonizzato da papa Francesco il 18 ottobre 2015.
I suoi contemporanei
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Biografia
Vincenzo Grossi nacque il 9 marzo 1845 a Pizzighettone, nella diocesi di Cremona, e consacrò tutta la sua vita sacerdotale al servizio delle parrocchie rurali della Lombardia fino alla sua morte, il 7 novembre 1917.
Vincenzo Grossi vide la luce il 9 marzo 1845 a Pizzighettone, in Lombardia, nella diocesi di Cremona. Era il settimo e ultimo figlio di Baldassare Grossi e di Maddalena Cappellini, una famiglia di mugnai che godeva di una situazione economica modesta ma stabile. Battezzato il giorno stesso della nascita, ricevette molto presto un'educazione profondamente cristiana. Dall'età di undici anni, dopo la sua prima comunione, manifestò il desiderio di entrare in seminario. Vincoli finanziari familiari lo obbligarono tuttavia ad aiutare nei lavori del mulino pur proseguendo gli studi. Entrò finalmente nel seminario di Cremona il 4 novembre 1864, all'età di diciannove anni. Ordinato sacerdote il 22 maggio 1869 dal vescovo Girolamo Verzieri di Brescia, esercitò dapprima il suo ministero come vicario in diverse piccole parrocchie rurali: San Rocco a Gera di Pizzighettone, Sesto Cremonese, poi Ca' dei Soresini a partire dal 1871. Nel 1873, il vescovo Geremia Bonomelli lo nominò parroco di Regona, frazione di Pizzighettone, incarico che occupò fino al 1883. Quell'anno, fu inviato a Vicobellignano, parrocchia rivierasca segnata dalla presenza di una comunità metodista. Vi rimase fino alla sua morte, il 7 novembre 1917, stroncato da una peritonite acuta all'età di settantadue anni, dopo pochi giorni soltanto di malattia, circondato da suo nipote Don Ubaldo e dalle religiose della sua fondazione.
Vita e opera
Nel cuore del suo ministero a Vicobellignano, Vincenzo Grossi fondò nel 1885 l'Istituto delle Figlie dell'Oratorio, congregazione dedicata all'educazione cristiana delle giovani delle campagne lombarde.
A Vicobellignano, don Vincenzo Grossi dispiegò un apostolato pastorale di una straordinaria intensità. Di fronte alla presenza protestante metodista e ai pericoli morali che minacciavano la gioventù rurale, organizzò un oratorio festivo e sviluppò una catechesi regolare, la domenica e nei giorni di festa, predicando in un italiano accessibile, fondato sulla Sacra Scrittura. Il suo approccio verso i protestanti univa la fermezza dottrinale a una carità sincera: egli stesso dichiarava di voler far capire ai metodisti che «ama anche loro». È in questo contesto che concepì il progetto di una congregazione di donne interamente consacrate all'educazione delle giovani nelle parrocchie rurali. Nel 1885, stabilì la prima comunità delle Figlie dell'Oratorio a Pizzighettone, ispirandosi alla spiritualità di san Filippo Neri e del suo Oratorio. Le religiose, senza abito distintivo, vivevano integrate nella pastorale parrocchiale, «a contatto con il gregge, vestite da donne laiche». Don Vincenzo redasse le Regole dell'Istituto, che consegnò al vescovo Bonomelli nel dicembre 1900. L'approvazione diocesana fu concessa il 20 giugno 1901; l'approvazione pontificia seguì il 29 aprile 1926. Sebbene fondatore di fatto, rifiutava questo titolo, affermando con umiltà che «il fondatore è il Signore». L'Istituto, patrocinato da san Filippo Neri, si diffuse progressivamente in diverse diocesi italiane. I suoi resti furono traslati nel 1947 alla casa madre delle Figlie dell'Oratorio a Lodi.
Cammino verso la santità
La santità di Vincenzo Grossi si manifestò in un'umile e quotidiana fedeltà al suo ministero pastorale, nella carità verso i più poveri e in una profonda devozione all'Eucaristia.
La santità di don Vincenzo Grossi non si espresse in eventi straordinari, ma in quella che i suoi contemporanei chiamavano «la fedeltà al quotidiano». La testimonianza di don Amilcare Bombeccari riassume bene questo carisma discreto: la sua santità risiedeva nella costanza del servizio ordinario piuttosto che in prodigi visibili. Parroco di campagna per quarantatré anni, visse in una povertà volontaria e in uno spogliamento totale, consacrando le sue risorse ai parrocchiani più bisognosi. La sua devozione eucaristica era centrale: secondo la tradizione dell'Istituto che fondò, redasse le Regole in ginocchio davanti al tabernacolo, espressione di una contemplazione che alimentava la sua azione. La sua spiritualità si inseriva nel solco di san Filippo Neri, di cui adottò la gioia, la semplicità e il servizio come ideali di vita religiosa. Chiedeva alle Figlie dell'Oratorio di essere «gioiose, semplici, umili, animate dall'amore di Dio». Attento alle fragilità della gioventù, dava prova di una misericordia concreta, non escludendo nessuno dalla sua sollecitudine pastorale, compresi i protestanti della sua parrocchia. La reputazione di santità che lo circondò durante la sua vita portò all'apertura del processo informativo a Lodi già nel 1947. Il 6 maggio 1969 fu dichiarato Venerabile dalla Santa Sede, riconoscimento ufficiale dell'eroicità delle sue virtù. Papa Francesco sottolineò durante la canonizzazione che Grossi fu «un parroco zelante, sempre attento ai bisogni della sua gente, in particolare alle fragilità dei giovani».
Beatificazione e canonizzazione
Beatificato da Paolo VI il 1° novembre 1975, Vincenzo Grossi è stato solennemente canonizzato da papa Francesco il 18 ottobre 2015 in Piazza San Pietro, insieme ai coniugi Martin e alla religiosa spagnola María de la Purísima Salvat Romero.
Il processo di beatificazione di Vincenzo Grossi fu aperto nella diocesi di Lodi nel 1947, trent'anni dopo la sua morte. La causa passò alla fase romana il 2 aprile 1954 e la dichiarazione di venerabilità avvenne il 6 maggio 1969, riconoscendo l'eroicità delle sue virtù. Per la beatificazione, la Santa Sede riconobbe due miracoli: una guarigione avvenuta il 25 dicembre 1945 e un'altra il 4 luglio 1949. Papa Paolo VI lo beatificò solennemente il 1° novembre 1975, a Roma, durante la festa di Tutti i Santi. Per la canonizzazione, fu istruito un terzo miracolo: la guarigione di una bambina della famiglia Berettini di Pizzighettone, affetta da anemia eritropoietica congenita, avvenuta nel 1990. Il decreto che riconosceva questo miracolo fu promulgato il 5 maggio 2015. Il 18 ottobre 2015, papa Francesco canonizzò solennemente Vincenzo Grossi in Piazza San Pietro, alla presenza delle delegazioni delle diocesi di Lodi e di Cremona, delle Figlie dell'Oratorio e di numerosi fedeli. Fu proclamato santo durante la stessa celebrazione di altri tre beati: i coniugi Luigi e Zelia Martin (genitori di santa Teresa del Bambin Gesù) e la religiosa spagnola María de la Purísima (María Isabel) Salvat Romero. Papa Francesco invitò i fedeli affinché «l'esempio di san Vincenzo Grossi sostenga l'impegno per l'educazione cristiana delle nuove generazioni». La sua festa liturgica è celebrata il 7 novembre.
Spiritualità ed eredità
L'eredità di san Vincenzo Grossi si perpetua attraverso l'Istituto delle Figlie dell'Oratorio, la cui casa madre si trova a Lodi, e attraverso il suo esempio di sacerdote di campagna interamente consacrato all'educazione cristiana della gioventù.
La posterità spirituale di san Vincenzo Grossi è indissociabile dall'Istituto delle Figlie dell'Oratorio da lui fondato, la cui casa madre è stabilita a Lodi, dove le sue spoglie riposano dalla loro traslazione nel 1947. La congregazione, il cui carisma si fonda sulla spiritualità di san Filippo Neri, continua ad esercitare un apostolato educativo presso la gioventù. L'approvazione pontificia definitiva dell'Istituto, ottenuta il 29 aprile 1926 — nove anni dopo la morte del fondatore —, testimonia la solidità dell'opera che egli aveva costruito. La memoria di don Vincenzo è particolarmente viva nelle diocesi di Cremona e di Lodi, sue terre di apostolato. Pizzighettone, suo luogo natale, onora ugualmente il suo ricordo. In occasione della canonizzazione, papa Francesco ha presentato Grossi come un modello per i sacerdoti e per tutti coloro che si impegnano nell'educazione cristiana della gioventù, sottolineando la pertinenza della sua testimonianza per la Chiesa di oggi. Il suo esempio — quello di un sacerdote rurale semplice e umile, senza splendore esteriore, ma di una fedeltà assoluta alla sua vocazione — costituisce un incoraggiamento per i pastori delle parrocchie ordinarie. La Chiesa cattolica celebra la sua festa il 7 novembre, data anniversario della sua morte, ed egli è invocato come patrono dell'educazione cristiana della gioventù negli ambienti legati all'Istituto che fondò.
Iconografia
Segni e attributi
Il soprannaturale nella sua vita
I miracoli di Vincenzo Grossi
Domande frequenti su Vincenzo Grossi
Chi era Vincenzo Grossi?
Sacerdote della diocesi di Cremona, Vincenzo Grossi fondò nel 1885 l'Istituto delle Figlie dell'Oratorio per l'educazione cristiana della gioventù rurale, e fu canonizzato da papa Francesco il 18 ottobre 2015.
Di cosa è Vincenzo Grossi santo patrono?
Patronati di Vincenzo Grossi: Éducation chrétienne de la jeunesse e Educazione cristiana della gioventù.
Per cosa si prega Vincenzo Grossi?
Vincenzo Grossi è invocato per: Éducation des jeunes, Educazione dei giovani, Vocations sacerdotales et religieuses, Vocazioni sacerdotali e religiose, Apostolat paroissial e Apostolato parrocchiale.
Come si riconosce Vincenzo Grossi nell’arte cristiana?
Nell’iconografia, Vincenzo Grossi è riconoscibile da: Abito sacerdotale e Libro delle Regole.
Quali miracoli sono attribuiti a Vincenzo Grossi?
A questo santo sono attribuiti 3 miracoli, in particolare: Guarigione.
Quali santi furono contemporanei di Vincenzo Grossi?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Quando morì Vincenzo Grossi?
Vincenzo Grossi morì verso il 1917.
Quali sono gli altri nomi di Vincenzo Grossi?
Altre forme del nome: Vincent Grossi e Vincent Grossi.
Chi sono i familiari di Vincenzo Grossi?
Familiari di Vincenzo Grossi: Baldassare Grossi (padre) e Maddalena Cappellini (madre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1917
- Canonizzazione nel 2015 da parte di Francesco
Citazioni
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San Vincenzo Grossi fu parroco zelante, sempre attento ai bisogni della sua gente, specialmente alle fragilità dei giovani.
Papa Francesco, omelia di canonizzazione, 18 ottobre 2015 — diocesidicremona.it -
L'esempio di san Vincenzo Grossi sostenga l'impegno per l'educazione cristiana delle nuove generazioni.
Papa Francesco, omelia di canonizzazione, 18 ottobre 2015 — diocesidicremona.it