9 gennaio 14° secolo

Beata Giulia della Rena

Nobile di nascita, Giulia della Rena scelse l'umiltà diventando serva a Firenze prima di ritirarsi come reclusa a Certaldo. Visse trent'anni in una cella attigua alla chiesa di San Michele, nutrita dalla carità pubblica e ricompensando i suoi benefattori con fiori miracolosi. Morì nel 1367 e il suo culto fu ufficialmente riconosciuto nel 1821.

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    LA BEATA GIULIA DELLA RENA,

    Vita 01 / 03

    Origini e umiltà

    Proveniente dalla nobiltà di Certaldo, Giulia scelse l'umiltà diventando serva a Firenze prima di consacrarsi interamente a Dio.

    Giuli a venne al mondo a Certal do, piccola città della dioce si di San M iniat o, in T oscana. I suoi genitori erano nobili; ma questo non conta nulla nella vita dei Santi. Comprese presto che l'umiltà è il fondamento di tutte le virtù: perciò risolse, nonostante la sua nascita, di farsi serva presso un tale di nome Tinolfi, a Firenze . Po i, temen do che il servizio degli uomini assorbisse una parte troppo grande del tempo che voleva consacrare a Dio, Giulia abbracciò la vita austera delle recluse nella sua città natale: la sua cella era vicino alla chiesa parrocchiale dedicata a san M ichele; non si preoccupò mai del suo vestito e del suo cibo, soddisfatta di ciò che i bambini e le persone caritatevoli le facevano pervenire attraverso la finestra del suo stretto ridotto. Per riconoscere la carità dei suoi benefattori, donava loro spesso fiori mirabilmente freschi, e ciò in tutte le stagioni dell'anno: non ne fiorivano forse senza sosta nella sua cella, al focolare dell'amore divino? Visse trent'anni in questo stato di penitenza e, matura per il cielo, si addormentò tra le braccia del Signore il 9 gennaio 1367. Si trovò il suo corpo inginocchiato nell'atteggiamento dell'estasi, esalante un odore che imbalsamava l'intera cella. Le furono fatti funerali degni dell'opinione che si aveva della sua santità: dei miracoli vennero a confermare questa opinione e, il 22 settembre 1821, papa Pio VII approvò il culto ch e la f iducia dei fedeli le rendeva da lungo tempo.

    Vita 02 / 03

    La vita da reclusa

    Giulia trascorre trent'anni rinchiusa in una cella vicino alla chiesa di San Michele, vivendo di carità e manifestando il dono dei fiori miracolosi.

    *Note locali.*

    Culto 03 / 03

    Morte e riconoscimento

    Dopo la sua morte nel 1367, il suo corpo fu trovato in estasi. Il suo culto fu ufficialmente approvato da Papa Pio VII nel 1821.

    Giulia nacque a Certaldo, una piccola città della diocesi di San Miniato, in Toscana. I suoi genitori erano nobili, ma questo non conta nulla nella vita dei Santi. Comprese presto che l'umiltà è il fondamento di tutte le virtù: così decise, nonostante la sua nascita, di farsi serva presso un certo Tinolfi, a Firenze. Poi, temendo che il servizio degli uomini assorbisse una parte troppo grande del tempo che voleva consacrare a Dio, Giulia abbracciò la vita austera delle recluse nella sua città natale: la sua cella era vicino alla chiesa parrocchiale dedicata a San Michele; non si preoccupò mai del suo vestito e del suo cibo, soddisfatta di ciò che i bambini e le persone caritatevoli le facevano pervenire attraverso la finestra del suo stretto ridotto. Per riconoscere la carità dei suoi benefattori, dava loro spesso fiori mirabilmente freschi, e questo in tutte le stagioni dell'anno: non ne fiorivano forse senza sosta nella sua cella, al focolare dell'amore divino? Visse trent'anni in questo stato di penitenza e, matura per il cielo, si addormentò tra le braccia del Signore il 9 gennaio 1367. Si trovò il suo corpo inginocchiato nell'atteggiamento dell'estasi, esalando un odore che imbalsamava l'intera cella. Le furono fatti funerali degni dell'opinione che si aveva della sua santità: dei miracoli vennero a confermare questa opinione e, il 22 settembre 1821, il Papa Pio VII approvò il culto che la fiducia dei fedeli le rendeva da molto tempo.

    *Note locali.*

    Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

    Segni e attributi

    Rete del racconto

    I nomi, luoghi e concetti più presenti nella scheda, pesati per centralità nel testo.

    I miracoli di Beata Giulia della Rena

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    Domande frequenti su Beata Giulia della Rena

    Chi era Beata Giulia della Rena?

    Nobile di nascita, Giulia della Rena scelse l'umiltà diventando serva a Firenze prima di ritirarsi come reclusa a Certaldo. Visse trent'anni in una cella attigua alla chiesa di San Michele, nutrita dalla carità pubblica e ricompensando i suoi benefattori con fiori miracolosi. Morì nel 1367 e il suo culto fu ufficialmente riconosciuto nel 1821.

    Di cosa è Beata Giulia della Rena santo patrono?

    Patronati di Beata Giulia della Rena: Certaldo.

    Come si riconosce Beata Giulia della Rena nell’arte cristiana?

    Nell’iconografia, Beata Giulia della Rena è riconoscibile da: fiori freschi in ogni stagione, abito da reclusa e atteggiamento di estasi.

    Quali miracoli sono attribuiti a Beata Giulia della Rena?

    A questo santo sono attribuiti 3 miracoli, in particolare: Segno / prodigio.

    Quali santi furono contemporanei di Beata Giulia della Rena?

    Tra i suoi contemporanei figurano: San Pellegrino di Auxerre, San Francesco d'Assisi (Confessore), Santa Coletta (Nicole) e Santa Elisabetta del Portogallo.

    Quando morì Beata Giulia della Rena?

    Beata Giulia della Rena morì verso il 1367.

    Quali sono gli altri nomi di Beata Giulia della Rena?

    Altre forme del nome: Giulia della Rena.

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Nascita a Certaldo in una famiglia nobile
    2. Servizio domestico presso i Tinolfi a Firenze
    3. Ingresso in reclusione presso la chiesa di San Michele a Certaldo
    4. Vita di penitenza per trent'anni
    5. Morta in stato di estasi nel 1367
    6. Approvazione del culto da parte di Pio VI il 22 settembre 1821