15° secolo

Beato Luigi Morbiole

Nato a Bologna nel XV secolo, Luigi Morbiole condusse dapprima una vita di dissolutezza prima di convertirsi radicalmente in seguito a una malattia a Venezia. Divenuto membro del Terz'Ordine del Carmelo, percorse l'Italia predicando la penitenza e visse in estrema povertà. Il suo culto fu ufficialmente riconosciuto da papa Gregorio XVI nel 1842.

Cronologia

I suoi contemporanei

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    IL BEATO LUIGI MORBIOLE (fine del XV secolo).

    Vita 01 / 04

    Giovinezza e traviamento

    Nato a Bologna, Luigi conduce una vita di piaceri e vizi che lo porta a indebitarsi e a fuggire verso Venezia.

    Nacque a Bol ogna. D imenticando i principi cristiani nei quali la sua famiglia lo aveva educato, si abbandonò a tutti i piaceri e a tutti i vizi del mondo. Carico di debiti, si vide costretto a lasciare il suo paese e si recò a Venez ia, dove i canonici di San Salvato re lo accolsero per carità. Una grave malattia da cui fu colpito e il timore dei giudizi di Dio furono i mezzi di cui il cielo si servì per fermarlo sulla via del male. Luigi, sinceramente convertito, tornò a Bologna, incaricò suo fratello, al quale abbandonò la sua parte di beni, di soddisfare i creditori ed entrò nel Terz'Ordine del Ca rmelo. Si mostrò ai s uoi concittadini rivestito di una semplice pelle di pecora e a piedi nudi, chiedendo loro perdono per gli scandali che aveva dato. Sentendo vivamente il bisogno di riparare in modo eclatante i suoi disordini, percorse l'Italia, tenendo in mano u n bastone alla cui estremità era fissato un crocifisso, e predicando ovunque la penitenza con un successo che fece credere che Dio lo avesse suscitato per riformare i costumi dei suoi contemporanei. Senza dimora fissa, dormiva per terra. In seguito, un uomo pio lo accolse, ma il Santo non volle abitare altro rifugio che il sottoscala: questo rifugio fu più tardi trasformato in oratorio. Visse così fino all'età di cinquantadue anni. Il suo corpo, inizialmente sepolto nel cimitero della cattedrale, fu dopo dieci mesi inumato nella chiesa stessa, a causa dei miracoli che presto illustrarono la sua tomba. Gregorio XVI ha approvato il culto che gl i veniva reso dal giorno della sua morte, il 24 ottobre 1842, insieme a quello dei beati Romeo, Luigi Rabata e Giacobino, tutt i del l' ordine del C armelo.

    Conversione 02 / 04

    Conversione e penitenza

    Dopo una grave malattia a Venezia, si converte, si unisce al Terz'Ordine del Carmelo a Bologna e adotta una vita di estrema povertà.

    Missione 03 / 04

    Missione e predicazione

    Percorre l'Italia predicando la penitenza, vivendo senza una dimora fissa e alloggiando infine sotto una scala.

    Nacque a Bologna. Dimenticando i principi cristiani nei quali la sua famiglia lo aveva educato, si abbandonò a tutti i piaceri e a tutti i vizi del mondo. Carico di debiti, si vide costretto a lasciare il suo paese e si recò a Venezia, dove i canonici di San Salvatore lo accolsero per carità. Una grave malattia da cui fu colpito e il timore dei giudizi di Dio furono i mezzi di cui il cielo si servì per fermarlo sulla via del male. Luigi, sinceramente convertito, tornò a Bologna, incaricò suo fratello, al quale abbandonò la sua parte di beni, di soddisfare i suoi creditori, ed entrò nel Terz'Ordine del Carmelo. Si mostrò ai suoi concittadini rivestito di una semplice pelle di pecora e a piedi nudi, chiedendo loro perdono per gli scandali che aveva dato. Sentendo vivamente il bisogno di riparare in modo eclatante i suoi disordini, percorse l'Italia, tenendo in mano un bastone alla cui estremità era fissato un crocifisso, e predicando ovunque la penitenza con un successo che fece credere che Dio lo avesse suscitato per riformare i costumi dei suoi contemporanei. Senza una dimora fissa, dormiva per terra. In seguito, un uomo pio lo accolse, ma il Santo non volle abitare altro rifugio che il sottoscala: questo luogo fu più tardi trasformato in oratorio. Visse così fino all'età di cinquantadue anni. Il suo corpo, inizialmente sepolto nel cimitero della cattedrale, fu dopo dieci mesi inumato nella chiesa stessa, a causa dei miracoli che presto illustrarono la sua tomba. Gregorio XVI ha approvato il culto che gli veniva reso fin dal giorno della sua morte, il 24 ottobre 1842, insieme a quello dei beati Romeo, Luigi Rabata e Giacobino, tutti dell'ordine del Carmelo.

    Culto 04 / 04

    Culto e posterità

    Deceduto a 52 anni, il suo culto è segnato da miracoli e ufficialmente approvato da papa Gregorio XVI nel 1842.

    Nacque a Bologna. Dimenticando i principi cristiani nei quali la sua famiglia lo aveva educato, si abbandonò a tutti i piaceri e a tutti i vizi del mondo. Carico di debiti, si vide costretto a lasciare il suo paese e si recò a Venezia dove i canonici di San Salvatore lo accolsero per carità. Una grave malattia da cui fu colpito e il timore dei giudizi di Dio furono i mezzi di cui il cielo si servì per fermarlo sulla via del male. Luigi, sinceramente convertito, tornò a Bologna, incaricò suo fratello, al quale abbandonò la sua parte di beni, di soddisfare i suoi creditori, ed entrò nel Terz'Ordine del Carmelo. Si mostrò ai suoi concittadini rivestito di una semplice pelle di pecora e a piedi nudi e chiese loro perdono per gli scandali che aveva dato loro. Sentendo vivamente il bisogno di riparare in modo eclatante i suoi disordini, percorse l'Italia, tenendo in mano un bastone alla cui estremità era fissato un crocifisso, e predicando ovunque la penitenza con un successo che fece credere che Dio lo avesse suscitato per riformare i costumi dei suoi contemporanei. Senza dimora fissa, dormiva sulla terra. In seguito, un uomo pio lo accolse, ma il Santo non volle abitare altro rifugio che il sottoscala: questo rifugio fu più tardi trasformato in oratorio. Visse così fino all'età di cinquantadue anni. Il suo corpo, dapprima sepolto nel cimitero della cattedrale, fu dopo dieci mesi inumato nella chiesa stessa, a causa dei miracoli che presto illustrarono la sua tomba. Gregorio XVI ha approvato il culto che gli si rendeva fin dal giorno della sua morte, il 24 ottobre 1842, insieme a quello dei beati Romeo, Luigi Rabata e Giacobino, tutti dell'ordine del Carmelo.

    *Breviario dei Carmelitani.*

    Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

    Segni e attributi

    Rete del racconto

    I nomi, luoghi e concetti più presenti nella scheda, pesati per centralità nel testo.

    I miracoli di Beato Luigi Morbiole

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    Domande frequenti su Beato Luigi Morbiole

    Chi era Beato Luigi Morbiole?

    Nato a Bologna nel XV secolo, Luigi Morbiole condusse dapprima una vita di dissolutezza prima di convertirsi radicalmente in seguito a una malattia a Venezia. Divenuto membro del Terz'Ordine del Carmelo, percorse l'Italia predicando la penitenza e visse in estrema povertà. Il suo culto fu ufficialmente riconosciuto da papa Gregorio XVI nel 1842.

    Come si riconosce Beato Luigi Morbiole nell’arte cristiana?

    Nell’iconografia, Beato Luigi Morbiole è riconoscibile da: pelle di pecora, a piedi nudi e bastone con crocifisso.

    Quali miracoli sono attribuiti a Beato Luigi Morbiole?

    A questo santo sono attribuiti 1 miracoli, in particolare: Segno / prodigio.

    Quali santi furono contemporanei di Beato Luigi Morbiole?

    Tra i suoi contemporanei figurano: San Pellegrino di Auxerre, San Filippo Neri, Sant'Ignazio di Loyola e Santa Coletta (Nicole).

    Quando morì Beato Luigi Morbiole?

    Beato Luigi Morbiole morì verso il 1500.

    Chi sono i familiari di Beato Luigi Morbiole?

    Familiari di Beato Luigi Morbiole: Inconnu (fratello).

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Giovinezza dissipata e indebitata a Bologna
    2. Fuga a Venezia e accoglienza da parte dei canonici di San Salvatore
    3. Conversione in seguito a una grave malattia
    4. Ingresso nel Terz'Ordine Carmelitano a Bologna
    5. Predicazione della penitenza attraverso l'Italia con un crocifisso
    6. Vita di ascesi sotto una scala
    7. Conferma del culto da parte di Gregorio XVI il 24 ottobre 1842