Fedele discepolo di san Niceto, Magnerico divenne arcivescovo di Treviri nel VI secolo. Noto per la sua pietà e la sua intensa attività, fu amico di Gregorio di Tours e protettore dei vescovi perseguitati. Fondò il monastero di San Martino a Treviri e ricondusse lo stilita Valfroio alla vita comunitaria.
I suoi contemporanei
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SAN MAIGNERIC O MAGNERICO,
ARCIVESCOVO DI TREVIRI E CONFESSORE
Introduzione teologica
Il testo si apre con una citazione di san Giovanni Crisostomo che definisce la pietà come la regola di condotta suprema.
Pietas certissima vitae norma est et conversationis optima disciplina.
La pietà è la guida più sicura della vita e la migliore regola di condotta.
S. Joan. Chrys., hom. XII sup. I Timoth.
Fedeltà verso san Niceto
Magnerico accompagna il suo vescovo san Niceto in esilio dopo che quest'ultimo ebbe scomunicato il re Clotario per le sue ingiustizie.
Trevir i, sulla Mosella, è una delle più antiche città della Germania. Verso l'anno 500, il vescovo di questa sede era san Niceto o Nica sio, uomo dal carattere fermo, che non sapeva scendere a compromessi con i l dovere. Essen dosi il re Clotario permesso ogni sorta di ingiustizia nei confronti della Chiesa di Treviri, san Niceto, dopo averlo a lungo avvertito e minacciato invano, lo scomunicò. Clotario rispose alla sentenza di scomunica con una condanna all'esilio. Fu allora che il giovane Magnerico, discepolo devoto di san Niceto, si offrì volontariamente di condividere il suo triste destino e di proteggerlo al bisogno. L'illustre fuggitivo gli disse allora: «Come mai non agite come gli altri che mi hanno tutti abbandonato?». Magnerico rispose: «Ho deciso di non lasciarvi più, finché mi resterà un soffio di vita». San Niceto riprese: «Poiché è così, vi giuro che da domani rientrerò nelle mie funzioni». In effetti, il mattino seguente, un messaggero venne ad annunciare a san Niceto che il re Clotario era morto (561), e che suo figlio Sigeberto aveva preso le redi ni del g overno; che allo stesso tempo era incaricato di dirgli che il nuovo re desiderava vivere in unione con il vescovo di Treviri.
Elezione e influenza politica
Eletto vescovo di Treviri dopo la morte di Niceta, Magnerico guadagna la stima dei re Sigeberto e Childeberto e interviene per liberare il vescovo Teodoro di Marsiglia.
Magnerico, dopo essere stato fedele al suo sfortunato vescovo, si legò a lui in modo ancora più stretto quando questi risalì sulla sua cattedra. Si attirò allo stesso tempo la stima di tutti coloro che lo conobbero e, dopo la morte di san Niceta, fu eletto all'unanimità per esserne il successore. Si mostrò con le sue virtù degno di questo illustre seggio. I re Sigeberto e Childeberto ebbero per lui molta considerazione e gli accordarono un grande credito presso le loro persone. Teodoro, vescovo d i Marsiglia, trovò presso di lui, quando un decreto iniquo lo condannò all'esilio, la più caritatevole accoglienza. Congiuntamente a san Gregorio di Tours, di cui era in timo amico, ottenne dal re Childerico, che risiedeva allora a Coblenza, la liberazione di questo prelato perseguitato.
Devozione a san Martino e fondazioni
Proveniente da una famiglia legata a san Martino, moltiplicò le cappelle e fondò un monastero benedettino a Treviri dopo un incendio.
Proveniente dalla famiglia di Tetradio, senatore di Treviri, famiglia un tempo colmata di benefi ci da san Ma rtino, nutriva per questo grande Santo un'ammirabile devozione. Edificò cappelle in vari luoghi sotto la sua invocazione. Essendo stata la chiesa di Santa Croce distrutta da un incendio che consumò una parte della città, egli la riedificò e, inoltre, costruì accanto a questa basilica, vale a dire tra la riva della Mosella e le mura di Treviri, un monastero che dedicò a san Martino. Lo popolò d i religiosi benedetti ni che vi fecero fiorire i costumi, la pietà e gli studi fino a quando, con un decreto consolare della Repubblica francese, fu soppresso nel 1802.
Governo pastorale e lo stilita Walfroy
Attivo nella sua diocesi, convince lo stilita Walfroy (Ouflay) ad abbandonare il suo ascetismo estremo per la vita comunitaria.
La sua attività, nel governo della sua diocesi, era sorprendente. La percorreva senza sosta, vedeva tutto, prendeva conoscenza di tutto personalmente. La sua pietà era tanto illuminata quanto la sua ca rità. Ouflay, più conosciuto sotto il nome di Valfroie, di cui daremo la vita il 21 ottobre, essendo venuto dall'Italia, gli chiese, per vivervi da solitario, un luogo situato su un'alta montagna, dove elevò una colonna sulla quale dimorava, come Simeone Stilita, osservando un genere di vita estremamente austero. In seguito, san Magnerico lo esortò a vivere in comunità con i fratelli. Ouflay essendo dunque sceso dalla colonna, il nostro Santo la fece abbattere durante la notte. Lo Stilita risolse allora di prendere parte alla comunità, dove trascorse santamente il resto dei suoi giorni.
Transito e culto postumo
Magnerico muore il 23 luglio; il suo corpo, inizialmente sepolto all'aperto, viene trasferito in una cripta dove si verificano dei miracoli.
Quanto al santo vescovo, la vecchiaia e infine la morte lo colsero nel mezzo dei suoi lavori. Spirò il 23 luglio. Il suo corpo fu sepolto all'aperto, presso la basilica di San Martino, secondo quanto egli stesso aveva ordinato. Più tardi, in seguito a un avvertimento che egli stesso diede, fu trasferito nella cripta della stessa chiesa, dove rifulse per numerosi miracoli.
Fonti agiografiche
Il racconto si basa sul Proprio di Treviri e sugli Acta Sanctorum.
Proprio di Treviri completato con gli Acta Sanctorum.
Iconografia
Segni e attributi
Entità
Rete del racconto
I nomi, luoghi e concetti più presenti nella scheda, pesati per centralità nel testo.
Il soprannaturale nella sua vita
I miracoli di San Magnerico (Maigneric)
Domande frequenti su San Magnerico (Maigneric)
Chi era San Magnerico (Maigneric)?
Fedele discepolo di san Niceto, Magnerico divenne arcivescovo di Treviri nel VI secolo. Noto per la sua pietà e la sua intensa attività, fu amico di Gregorio di Tours e protettore dei vescovi perseguitati. Fondò il monastero di San Martino a Treviri e ricondusse lo stilita Valfroio alla vita comunitaria.
Di cosa è San Magnerico (Maigneric) santo patrono?
Patronati di San Magnerico (Maigneric): Treviri.
Come si riconosce San Magnerico (Maigneric) nell’arte cristiana?
Nell’iconografia, San Magnerico (Maigneric) è riconoscibile da: abiti episcopali e modellino di chiesa o monastero.
Quali miracoli sono attribuiti a San Magnerico (Maigneric)?
A questo santo sono attribuiti 2 miracoli, in particolare: Segno / prodigio.
Quali santi furono contemporanei di San Magnerico (Maigneric)?
Tra i suoi contemporanei figurano: San Remigio (Apostolo dei Franchi), Sant'Antidio di Besançon, Sant'Eugenio di Cartagine e San Nicasio di Reims.
Quando morì San Magnerico (Maigneric)?
San Magnerico (Maigneric) morì verso il 600.
Quali sono gli altri nomi di San Magnerico (Maigneric)?
Altre forme del nome: Maigneric e Magnericus.
Chi sono i familiari di San Magnerico (Maigneric)?
Familiari di San Magnerico (Maigneric): Tetradius (padre (famiglia di)).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Discepolo di san Nicasio
- Accompagna san Nicasio in esilio sotto Clotario
- Elezione all'unanimità ad arcivescovo di Treviri dopo la morte di san Nicasio
- Accoglienza di Teodoro di Marsiglia in esilio
- Fondazione di un monastero benedettino dedicato a san Martino
- Intervento presso lo stilita Valfroie (Ouflay)
Citazioni
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Ho deciso di non lasciarvi più, finché avrò un soffio di vita
Risposta a san Nicasio durante l'esilio -
Pietas certissima vitae norma est et conversationis optima disciplina.
S. Joan. Clarys., hom. XII sup. I Timoth. (in epigrafe)